Il rumore del mare risuonava caldamente per
tutta la costa e la brezza leggera smuoveva quei pochi ciuffi d'erba che
crescevano a pochi metri dalla battigia.
Stormi di uccelli sorvolano
la costa come per controllare il territorio, c'è chi casca giu in
picchiata per catturare il proprio pranzo, c'è chi invece emette allegri
versi dal proprio becco.
Ma ecco che la quiete paradisiaca sembra
interrompersi...i cespugli a bordocosta iniziano a muoversi ed alcuni
piccoli animaletti scappano via impauriti.
Un uomo, sulla trentina,
esce dai cespugli ed inizia a camminare lungo la costa; è malconcio,
sporco, i suoi vestiti presentano numerosi strappi e la sua
pelle,abbronzata, presenta qualche ferita ormai gia cicatrizzata, dietro
di se porta una lancia, o meglio, una spranga di ferro adibita a
lancia, ma pur sempre mal ridotta.
L'uomo raggiunge un piano di
scogli ed iniza ad arrampicarsi cautamente fino a raggiungere la cima,
dove potè ammirare finalmente il tanto agognato panorama.
Si passò la
rugosa mano tra i suoi biondi e sporchi capelli, per un attimo sembrò
giovarsi di quella vista magnifica....chilometri e chilometri di mare,
il caldo e rassicurante suono dell'oceano, la fresca brezza marina...ma
tutto a un tratto egli si fece serio...come se ricordasse il perchè lui
fosse li...il suo sguardo si fece basso e triste...si sedette.
Tirò
un sospiro..ed estrasse fuori dalla sua tasca un piccolo taccuino munito
di penna, diede un ultima occhiata al panorama...e si mise a
scrivere...
"Finalmente trovo il coraggio di scrivere due righe
su quanto è sucesso....Siamo gia al 10° giorno...la stanchezza, la fame e
la solitudine iniziano a farsi sentire...la depressione inizia pian
piano a prenderci tutti...non so per quanto potremo andare avanti...i
nostri contatti con la terraferma sono praticamente nulli...Ivan
sostiene di poter lanciare un segnale radio se solo potesse raggiungere
l'altro capo dell'isola... ma so che non sarà semplice...LORO non ce lo
lasceranno fare...abbiamo perso altri due ragazzi oggi...Tim e
Robert...questo posto sta diventando un vero inferno...per quanto bello e
paradisiaco possa apparire all'occhio estraneo...Mi chiamo Thomas
Dillon...ed ero un ranger...su quest'isola...il "sito B"...Isla
Sorna...il mondo perduto...10 giorni fa a causa di un violento uragano,
tutte le apparecchiature elettriche dell'isola sono saltate
improvvisamente, facendoci perdere qualsiasi contatto con la
terraferma...la InGen, per la quale noi dipendiamo, non ha ancora
mandato i soccorsi...ho paura che credano che noi tutti siamo
morti...che i dinosauri ci abbiano mangiati uno ad uno..ma non è
cosi...quindi vi prego...chiunque riesca a leggere queste poche
righe...mandi soccorsi...questo è il mio ultimo appello....la nostra
unica speranza...qualcuno deve tirarci fuori di qua...per il momento
noi...continuiamo a stringere i denti e provare a sopravvivere...Thomas
Dillon...25 maggio 1994..."
Thomas estrasse dall'altra tasca un piccolo sacchetto impermeabile dove vi pose il taccuino.
Con
molta accuratezza egli chiuse il sacchetto e lo lanciò a largo, nella
speranza che le onde...con il tempo....avrebbero portato anche i
soccorsi.