Tom scese delicatamente dal cumulo di scogli e, cautamente, si ridiresse sui suoi passi...
Troppi
pensieri gli annebbiavano la mente, il ricordo del giorno dell'uragano
era come un chiodo fisso per lui, persone che urlavano, recinzioni che
si aprivano, dinosauri che scappavano....
Scosse la testa come per
non ricordare, inutilmente, sospirò...con una mano si asciugò la fronte
dalla quale grondava un masiccio strato di sudore...era stanco.
Nonostante
tutto camminava tranquillamente, sapeva che il territorio dove si erano
insediati i sopravvissuti non era un territorio di caccia, ne tantomeno
luogo fertile per gli erbivori; la zona era completamente circondata da
piante velenose per i dinosauri ma innoque per l'uomo, non si direbbe
certo una giungla fitta poichè a pochi passi dalla spiaggia si estendeva
per una cinquantina di metri un grosso spiazzo...vuoto.
Questo
rassicurava Tom...sapeva che non avrebbe corso alcun pericolo a farsi
tutta quella strada da solo, alternativamente si sarebbe fatto
accompagnare dal "francese" come lo chiama Tom...Claude.
Mentre attraversava la lunga distesa erbosa, qualcosa iniziò a muoversi tra gli alberi...Tom si paralizzò.
Anche
se non sarebbe stato di grande aiuto, cautamente e molto lentamente,
impugnò la spranga appuntita e restò immobile dove era.
La terra, lentamente, iniziò a tremare sempre piu forte...qualsiasi cosa fosse si stava avvicinando...
"Dio
mio..." pensò Tom "...non ci voleva..." mentre continuava a stare
immobile..."..un branco di rex???..siamo vicini al
recinto...ma...no...non può essere...Mike ha detto che le recinzioni
hanno il sistema ausiliario di potenza...dovrebbero essere attive...",
stava sudando freddo...avrebbe voluto andarsene all'istante ma se
davvero fosse stato un rex, avrebbe solo attirato la sua attenzione e
condotto dritto dai suoi compagni.
Intanto il rumore era sempre piu forte e insistente, sembrava oramai vicinissimo, poi, silenzio.
"che
diavolo..." Il silenzio si squarciò improvvisamente, il rumore di rami
spezzati e foglie in movimento eccegiava per la vallata e fu in
quell'istante che Tom vide 4 grossi colli lunghi alzarsi maestosamente
verso il cielo.
"Brachiosauri....Dio ti ringrazio...non dovrebbero
stare qua..." Tom si tranquillizzò e ripose la spranga. I brachiosauri
emettevano dei rumori forti, come se stessero comunicando tra di loro.
"Sembrano
nervosi...qualcosa deve averli spaventati...mmm....meglio affrettarsi
ed avvertire gli altri..." Detto questo, Tom si scompose e si affrettò a
rientrare nella foresta, dove avrebbe in seguito raggiunto il rifugio.
Intanto i brachiosauri uscivano frettolosamente dalla foresta e si apprestavano ad attraversare la vallata.
Nel frattempo in una Deposito abbandonato...
Un
uomo sulla quarantina, di media altezza, moro con due grossi occhi
azzurri, stava freneticamente camminando su e giu per la stanza con una
radio in mano.
"Per Diana vuoi deciderti a funzionare cazzo!!??"
sbraitò l'uomo picchiando selvaggiamente un lato della radio. "Son 10
giorni che provi a farla funzionare Ivan, invano...però sostieni che si
possa ancora mandare un segnale se si raggiungesse l'altro capo
dell'isola..." Rispose la donna al suo fianco. Quella donna si chiamava
Karla Romanov Petrovich, ed era la moglie di Ivan l'uomo con la radio,
tra le braccia lei stringeva la loro bambina, Erika, che sembrava molto
assonnata e malata.
"Credi sia facile Karla? Ci servono i mezzi!
Armi...munizioni...qualcosa per difenderci...non possiamo sapere dove
sono..." Rispose Ivan, in tono piuttosto preoccupato, "Non hai di che
preoccuparti Ivan...i recinti sono ancora tutti chiusi..." Rispose una
voce dall'ombra, lieve accento francese, la r moscia, la figura usci'
allo scoperto. Era un uomo sui 50, rasato, barbetta corta da poco
ricresciuta, un grosso naso, corporatura muscolosa, si chiamava Claude
Brasseur, anche se il nome completo è Claude Julien Brasseur, il
"francese" a cui Tom fa spesso affidamento.
"Vedi mon ami' " disse il
francese "C'è un secondo generatore che ahimè funziona solo per le
recinzioni e solo in caso di emergenza...non c'è di che preoccuparsi
credimi...il massimo che puoi trovare la fuori è un branco di
triceratopi incazzati..niente di piu..".
"Ed invece ti sbagli Claude....credo proprio che ti sbagli!" irruppe una voce proveniente dal nulla.
Il
portone del rifugio si spalancò "Sono molto dubbioso al riguardo
Claude....mentre ero fori mi sono imbattuto in un branco di brachiosauri
impauriti...scappavano via dalla zona dove il rex ha il recinto" Era
Tom. Era tornato.
"Ma non so Tom...Mike ha parlato dei generatori
ausiliari dei recinti..magari sono passati troppo vicino e uno dei
tirannosauri li ha spaventati..." rispose ilf rancese. "Mah...tutto può
essere...so solo che per me questo posto..non è piu sicuro" "E che
diavolo vuoi fare Tom? Tornare dagli altri al villaggio? ANDARE AL
MACELLO???" Urlò Ivan.
"Calmati Ivan!" lo bloccò Karla "...senti
Tom...Ivan è un po nervoso...cerca di capirlo..." "Si lo comprendo
Karla...ma ho un brutto presentimento a stare qua....piuttosto...quando
arriva Mike con la jeep? lui ha la mappa..." disse Tom "Non ne ho
idea...ormai è fuori da un pò...sto iniziando a preoccuparmi.." gli
rispose Karla.
Ci fu un breve minuto di silenzio..."bene mes amis!"
pronunciò il francese "non so voi ma io mi sono rotto di starmene qua a
non fare niente...son 10 giorni...e ripeto 10 giorni..che.." scese dal
cumulo di casse dove era seduto "..che tentiamo di contattare la
terraferma...INVANO! ma non lo avete ancora capito? guardiamoci bene in
faccia ragazzi...abbiamo chiaramente visto tutti le barche allontanarsi
quella sera...qualcuno è riuscito ad abbandonare l'isola...e
probabilmente...non sentendo piu contatti...ci danno tutti per morti
signore e signori..."
"Probabilmente mi odierete per quello che sto
per dirvi...ma Claude ha ragione...dobbiamo sopravvivere...e trovare un
modo...ma fino a quel momento...dobbiamo andare avanti!" puntualizzò
Tom.
La bambina, Erika, si svegliò. "Mamma...voglio andare a casa..". Tutti si fermarono a guardare la bambina.
Tom
e Claude si avvicinarono ad Ivan "Se conosci un modo per farci andare
via da questo inferno...è meglio che ce lo dici subito...".
Ci fu nuovamente un minuto di silenzo....dopodichè...ROAR!
Tutti sobbalzarono "Tyrannosaurus rex! Oh mio Dio!" disse Claude, si udirono altri 2 ruggiti, "e non è solo..." disse Tom....
"Gente....dobbiamo andarcene da qua..." disse Ivan.