1x03: The Village

ISLA SORNA -Ingresso Villaggio-: 4 giugno 1994 ore 20:56
Le due jeep arrivarono presto alla recinzione che fortificava il villaggio InGen, l'unico villaggio operativo su Isla Sorna, che aveva il compito di ospitare gli alloggi per i dipendenti.
Il villaggio, ai tempi d'oro, prima che i dinosauri fossero liberati, godeva di tutti i comfort, scuole per bambini, supermercati, pompe di benzina e, addirittura, qualche villa maxi lusso per le teste grosse ai vertici della InGen che, di tanto in tanto, venivano a far visita.
Ed era proprio in questa "visita" che speravano i sopravvissuti al disastro.
Le due jeep si fermarono proprio dinnanzi al portone malconcio del villaggio, non vedendo nessuno ad aspettarli tirarono entrambi due colpi di clacson.
"Scommetto che ci davano per morti..." scherzò su Mike, "Ma no dai...anche se non lo nego..c'è mancato un pelo poco fa..." rispose Barry.
"Il comportamento di quei Rex mi preoccupa parecchio Tom...non avevano motivo di aggredirci...figurati se con tutti gli erbivori nei pressi, quei 3 avevano interesse a sfasciare 2 jeep e papparsi il loro contenuto...e poi...con che ferocia..." Irruppe il francese, Tom sospirò, e si voltò verso la strada guardando l'orizzonte farsi sempre piu buio, temendo che i 2 rex potessero tornare seguendo le loro tracce...il loro odore.."Claude...sono anch'io rimasto molto sorpreso dal loro comportamento...da un lato è comprensibile però...rimasti rinchiusi in gabbie per anni...avrei anche io sviluppato un comportamento ostico nei confronti di chi aveva il "potere" di potermi far uscire....in questo caso..noi", il francese ascoltò in silenzio le parole del collega.
"Perchè nessuno ci apre?" Disse Barry scendendo dalla jeep e dirigendosi verso il cancello, dopo averlo raggiunto posò una mano sulla recinzione ed urlò "HEEEY!! QUALCUNO!!!! QUALCUNO CI APRA!!!", silenzio.
"Mike sono un pò preoccupata..." intervenne Mary, "Sta tranquilla...vedrai che sono tutti alla villa di Hammond e nel casino generale non ci hanno sentito..." puntualizzò Mike, tirando un ghigno quasi scocciato e strombazzando ancora piu insistentemente sul clacson.
"Datti una calmata con quello Mike...vuoi attirare qualche dinosauro qua?" Disse Ivan, Mike lo ignorò semplicemente facendogli un gesto di scocciatura con la mano.
Dopo qualche minuto il cancello si smosse, finalmente qualcuno aveva aperto.
Una voce di un uomo si udi' da dietro il cancello "Guarda guarda chi son tornati! il figliol prodigo e la sua allegra brigata!!" disse in tono ironico l'uomo, lanciando un occhiatina a Claude "Bentornati...!".
"Dottor Strauss..ironico come sempre eh?" intervenne Barry, oltrepassando l'uomo dandogli una pacca amichevole sulla spalla "hai fatto un ottimo lavoro Barry...grazie per averceli riportati qua vivi..." disse il dottore "ah beh, il merito non è di certo mio...è Tom che ci ha garantito un altro giorno di vita..." rispose Barry.
Il dottore si scansò dalla strada facendo passare le jeep e, nel mentre, diede un occhiata fiera a Tom.

ISLA SORNA -Villa Hammond-: 4 giugno 1994 ore 21:53
Scese la sera al villaggio e come al solito la grossa cerchia dei superstiti si era radunata nella ampia villa di John Hammond per cenare e riposarsi.
Ivan se ne stava in un angolo assieme alla moglie e alla figlia, Claude e Tom stavano davanti ad un piccolo focolare, il Dottor Levine Strauss stava discutendo con la sua assistente,l'infermiera Susan Love, riguardo alle provviste mediche, gli altri si godevano relativamente la, ahimè, poco abbondante cena.
Barry non era un tipo molto socievole e di solito preferiva distaccarsi dal gruppo e starsene un pò per conto proprio, quella sera era un pò su di giri, tutti si aspettano molto da lui, ma lui non ha mai il coraggio di dimostrare quanto valga realmente, si senti' toccare la spalla..."Hey Barry..ciao!" una donna, sulla trentina, si era appena seduta accanto a lui, barry la conosceva di vista, era la ragazza che si occupava di "creare i dinosauri" uno scienziato insomma...quel genere di persona che a lui piace definire "i discepoli del dottor frankenstein".
"Come mai non sei con gli altri?" gli chiese la donna, il suo nome era Sandra Valenti, ed era Italiana.
"Beh...ecco, diciamo che sono un lupo solitario ahah!" Rispose Barry accennando una risata, "Abbiamo spesso avuto occasione di incontrarci giu nei laboratori, come guardia di sucrezza non te la cavavi niente male lo sai?" gli disse la donna dandogli una gomitata amichevole sul fianco.
"Allora...perchè non mi parli un pò di te Barry? Ti ho sempre inquadrato come un tipo piuttosto misterioso..." chiese Sandra.
Barry si voltò verso di lei e incrociò il suo sguardo.

NEW YORK CITY: 17 settembre 1992 ore 10:42
"Volante 8 a volante 12 passo!" gracchiò la radio.
Un poliziotto sulla quarantina afferrò la trasmittente e se la portò alla bocca "Qua Sheridan, passo!" disse.
La radio tornò a trasmettere "C'è una rapina in corso alla banca tra la diciassettesima e l'ottava, richiediamo rinforzi, i soggetti sono armati, pericolosi e hanno degli ostaggi passo!"
"Arrivo subito, tenete duro" disse Barry all'altro lato dell'apparecchio, dopodichè lo ripose, mise in moto la volante e, a sirene spiegate, sfrecciò verso il luogo della rapina.

NEW YORK CITY: 17 settembre 1992 ore 10:50
La volante di barry arrivò sul luogo, il poliziotto scese, estrasse velocemente la pistola d'ordinanza e si appostò accanto al collega,che era in postazione di tiro, due metri piu in là.
"Dov'è il capitano?" chiese, "Piu avanti, sta perlustrando la mappa della banca per individuare le entrate ausiliarie" gli rispose il collega.
Barry si diresse frettolosamente verso il capitano riponendo la pistola.
"Capitano!! Com'è la situazione?" Chiese preoccupato Barry.
"Crtica agente Sheridan, critica...i soggetti sono 4 e sono armati di SPAS 12 caduno e non sembrano scherzare...hanno pure degli ostaggi e se entro mezzogiorno non gli forniamo il denaro da loro richiesto, come se svaligiare la banca non fosse abbastanza, inizieranno a far fuori ostaggi ogni 5 minuti..." puntualizzò il capitano asciugandosi il sudore sulla fronte, dopodichè indicò la cartina che aveva davanti a se, una planimetria dell'edificio, "Vedi Barry, posso chiamarty Barry no? bene, vedi Barry la nostra unica entrata disponibile è quella sul tetto, ma ciò implicherebbe l'utilizzo di elicotteri e ciò innervosirebbe parecchio i rapinatori e sinceramente non me la sento di rovinare l'atmosfera di "pace" che siamo riusciti ad instaurare di qua a poco...." il capitano guardò Barry che parve pensieroso. "Capitano, mi lasci provare a negoziare...quanto vogliono?" chiese Barry, "due milioni e cinquecento mila dollari a capa...dieci milioni di dollari..." disse sospirando il capitano, "Mi lasci provare..." e senza ricevere il consenso del capitano, Barry si precipitò in una delle sue classiche azioni impulsive, prese il microfono e si avvicinò lentamente, molto lentamente, alle barricate.
"QUA E' L'AGENTE DI POLIZIA BARRY SHERIDAN CHE VI PARLA...NON HO INTENZIONI OSTICHE, VOGLIO SOLO PARLARE...CON UNO DI VOI!" Detto questo, estrasse la pistola e la posò a terra "VEDETE? VOGLIO SOLO PARLARE!" ci fu un lungo attimo di silenzio.
Il grosso portone di vetro della banca si apri' ed un uomo massiccio con un copricapo in testa, armato di SPAS 12 puntato alla testa di un ostaggio, usci'. L'ostaggio che stava trattenendo era una giovane donna, sui 25 anni, stava piangendo, era terrorizzata, talmente terrorizzata che non aveva nemmeno la forza di emettere un suono. Barry notò che al dito portava una fede...
"Sentiamo sbirro! avete i soldi???" chiese in tono arrogante l'uomo. Barry posò in terra il megafono, riusciva perfettamente a sentire ciò che l'uomo diceva. "Pensi veramente che 10 milioni di dollari valgano la vita degli ostaggi che state trattenendo la dentro?Volete veramente privare quelle povere persone del loro diritto alla vita?"disse guardando la ragazza, dopo di chè mosse un passo.
"NON TI AVVICINARE!!!!" Sbraitò l'uomo puntandogli il fucile contro "NON TI AVVCINARE SBIRRO O GIURO CHE I MIEI COLLEGHI LA DENTRO FARANNO UNA STRAGE!!! CE LI HAI I SOLDI O NO???!!!!" continuò.
Barry alzò lentamente le braccia, in segno di resa, fece un sospiro profondo e continuò a parlare "...beh...no...ma sono sicuro che.." non fece in tempo a finire la frase che il bandito lo interruppe "NO??? FANCULO! ALLORA!!!!" portò velocemente il fucile alla tempia dell'ostaggio e fece fuoco. Barry assistette alla scena pietrificato i suoi occhi erano serrati. Il sangue colò ovunque su quella piccola piazzola che separava le scale dall'entrata, il corpo della donna cadde in terra, della sua testa ne rimaneva ormai ben poco....
Dopo lo sparo niente piu si udi' tranne che il tonfo del corpo appena caduto, dei passi veloci e la chiusura di un portone...dopo di che....silenzio.
Quei pochi secondi di silenzio sembravano un eternità, il tuttò rotto successivamente dallo stordente suono della "pioggia di piombo", gli agenti iniziarono a fare fuoco.
Barry cadde in ginocchio, lo sguardo perso nel vuoto, "ho sbagliato" si ripeteva tra se e se, non aveva la forza e il coraggio di prendere la pistola, a pochi centimetri da lui, tutto quello che riusciva a sentire era il suono delle pallottole sfrecciargli vicino e le grida degli ostaggi che andavano incontro al loro triste destino. I fucili iniziarono a far fuoco...

ISLA SORNA -Villa Hammond-: 4 giugno 1994 ore 20:54
Lo sguardo di Barry era sempre incrociato con quello di Sandra.
"Beh..."iniziò, senza distogliere un secondo lo sguardo dai verdi occhi della scenziato "la mia storia non è certo una di quelle con il lieto fine..Sandra.." disse distogliendo per un secondo lo sguardo.
La ragazza esitò un secondo, "Beh...considerando i recenti sviluppi diciamo che il lieto fine è lontano dalla prospettiva di molti...dobbiamo farci forza...tutto si sistemerà e torneremo a fare la normale vita di tutti i giorni..." disse Sandra, con un vago tono ottimista, anch'essa distogliendo lo sguardo.
"Non quando sei accusato di aver provocato un massacro...per come possa finire questa faccenda questo è un peso che mai riuscirò a levarmi di dosso..." rispose Barry, Sandra si voltò verso di lui, aveva letto i giornali all'epoca, era a conoscenza dei fatti ed era piu che sicura dell'innocenza di Barry "...quando persi il lavoro..." continuò "...tutto per me non aveva piu un senso, vivevo alla giornata, in miseria, non riuscivo a trovare un lavoro...poi quel tale...Hammond, dal niente, viene da me, in casa mia, e mi offre questa opportunità, gli chiesi del perchè aveva scelto proprio me, mi rispose 'io recluto solo i migliori', i migliori..." trasse un lungo sospiro "...io non sono mai stato 'il migliore', tutti voi vi aspettate tanto da me, venite da me quando c'è un problema convinti che il vecchio Barry abbia la soluzione a tutto...ma non è cosi...non so se questo è un atteggiamento apposito per non farmi pesare il mio passato, ma credetemi...non sono un eroe..anche se non me la sento di deludervi..." concluse, chinando il capo.
Sandra si alzò e si mise davanti a lui, inginocchiandosi e guardandolo negli occhi, "Barry, qua stiamo tutti allo stesso piano, poi stai facendo un lavoro splendido per la comunità, in ogni missione di soccorso o prelievo tu ti offri volontario, per ogni evenienza tu ti rendi sempre disponibile, non abbatterti Barry, non cadermi proprio tu, in pochi sono rimasti ad avere la speranza, aiutaci a non farla perdere del tutto....vedrai...tempo pochi giorni e saremo a casa..." sorrise.
Intanto fuori dall'edificio....

ISLA SORNA -Strade del villaggio-: 4 giugno 1994 ore 21:00
Tom, Claude e Ivan si erano allontanati momentaneamente dalla comunità perchè Ivan, trovato finalmente un momento di quiete e di lucidità, aveva una cosa importante da comunicare ai due.
Il buio regnava sovrano, ma i 3 non avevano le torce accese, non volevano attirare l'attenzione di qualcosa o qualcuno, tuttavia sapevano dove andare, la strada al buio la conoscevano, inoltre per qualsiasi evenienza avevano il loro fucile con qualche munizione di scarto.
La zona era molto silenziosa, il cielo stellato e la luna lucente illuminavano per come potevano la zona circostante. Il melodioso richiamo di alcuni erbivori si poteva udire in lontananza, tutto era avvolto da un nonsochè di "magico".
"Ok Ivan, che devi dirci?" Ruppe il ghiaccio il francese, Ivan sembrava teso ma si fece coraggio "beh ho aspettato adesso per dirvelo perchè almeno siamo soli e poi perchè...dai ragazzi...voi siete le uniche due persone con un briciolo di lucidità qua dentro per sopportare una notizia del genere.." mise le mani avanti Ivan.
"Che genere di notizia...?" disse Tom incuriosito, fermandosi per un secondo.
"Beh....sono riuscito a capitare su una frequenza radio del porto di San Diego, piu precisamente della sede InGen, tutto questo 9 giorni fa...1 giorno dopo il disastro..." sospirò.
"E ce lo dici solo adesso?????!!!!!!!" Disse Claude in tono molto sorpreso, "E che dice???? Ci hai parlato??? PARLA!!!" Ivan distolse lo sguardo e guardò in alto, verso il cielo, "Non verranno a prenderci..SANNO che siamo qua...ma non verranno a prenderci....sono solo riuscito a sentire questo...la radio era abilitata solo a ricevere...mi dispiace...'I superstiti sono gia spacciati, si rifugieranno nel villaggio e se i dinosauri sono liberi non ci metteranno molto a trovarli...' capite ora perchè non volevo tornare qua? Mi dispiace ragazzi...avrei voluto dirvelo prima...ma la situazione generale...lo sconforto...non mi sembrava il caso..."
Tom e Claude imprecarono erano visibilmente alterati e sconvolti alla notizia "Quindi ci stai dicendo che dobbiamo tirare avanti da soli? Dobbiamo trovare DA SOLI un modo di lasciare l'isola? Ogni messaggio che manderemo NON SARA' ACCOLTO? mio Dio...noi siamo...siamo..." Disse Tom, Claude lo interruppe " Siamo oggetti sacrificabili....e siamo appena stati sacrificati!"
Ivan non sapeva che dire, "Volete ascoltare la registrazione?" disse dopo un periodo di silenzio, "Si...sentiamola..." si fece coraggio Tom, "Comunque che questo rimanga il nostro segreto...non diciamo nulla agli altri...noi continueremo ad andare avanti come niente fosse ok?" puntualizzò il francese "OK!!" risposero i due in coro.
"Su andiamo...il centro comunicazioni non è lontano..." concluse Ivan...
I tre si allontanarono sotto la luce bianca della luna.