ISLA SORNA -Strade del villaggio- 4 giugno 1994 ore 21:05
"Ti
prego, dimmi che è uno scherzo Ivan..." Disse tom in tono molto
preoccupato, "Gia...uno scherzo di pessimo gusto.." ribadi' il francese.
"Ahimè
ragazzi...purtroppo vi dico la verità...mi dispiace solo non avervelo
potuto dire prima...ma cercate di capirmi...la situazione va peggiorando
di giorno in giorno, in questa isola oramai non abbiamo piu nessuna
certezza! non sappiamo nemmeno se arriveremo al giorno dopo! Dio che
situazione...." disse Ivan portandosi una mano sulla testa.
La luna,
che prima illuminava le buie strade del villaggio, si nascose dietro un
banco di nuvole di passaggio, oscurando quel che gia poco si riusciva a
vedere.
"Sbrighiamoci ad arrivare al centro comunicazioni..." disse
Claude dando un rapido sguardo al cielo. Il gruppo prosegui' a passo
svelto verso l'edificio che sembrava "dominare" il villaggio, un
edificio al quale, per accederci, si doveva salire su una piccola rampa
di scale, questo edificio era il centro comunicazioni.
Inutile dire
che lo stato di questo edificio era parecchio malridotto...l'uragano non
ha risparmiato nemmeno porte e scrivanie, che ormai erano sparse un pò
ovunque; qualche piccolo rampicante stava gia crescendo, la vegetazione
tropicale si sviluppava ad una velocità impressionante, quasi
preoccupante per i nostri sopravvissuti, non si sarebbero sorpresi se
una mattina avessero trovato l'intero villaggio sopraffatto dai
rampicanti.
ISLA SORNA -Centro comunicazioni- 4 giugno 1994 ore 21:10
Il pesante portone di vetro, ormai ridotto in cocci, si apri' lentamente.
Tom
e Claude entrarono con cautela, i loro fucili con torce erano
saldamente puntati verso qualsiasi minaccia avesse potuto ostacolarli,
questa,per loro, sarebbe stata la seconda volta all'interno del Centro
Comunicazioni.
"Via libera" Disse Tom, e fece un cenno con la mano a Ivan che, rassicurato, entrò con disinvoltura nella struttura.
Su
una parete appena di fronte al portone principale era visibile un
grosso affresco raffigurante quello che sarebbe dovuto diventare un
parco divertimenti a tema, il Jurassic Park, sito a Isla Nublar, poche
miglia piu in là di Isla Sorna.
Claude si fermò ad osservare
l'affresco, in particolare il suo sguardo ricadde su un tirannosauro
posto proprio dietro una land rover con dentro dei turisti all'apparenza
divertiti, "Per noi non è stato affatto divertente..." pronunciò con
una leggera ironia, "Già, solo adesso mi rendo conto quanto l'idea di
Hammond fosse una totale pazzia...ma che ci vuoi fare...siamo
uomini...lavoriamo per i soldi.." rispose Ivan, "Parla per te Ivan...ora
come ora i soldi valgono meno di zero, Jurassic Park è stato un
completo fallimento, quello che voleva fare Hammond su questo sito era
creare un vero e proprio mondo perduto, o almeno, cosi è stato dopo
l'incidente di Nublar. Noi tutti siamo stati assunti per le nostre
competenze, pazzia o no tu come tutti noi hai accettato il lavoro,
conscio dei rischi che avresti corso.." puntualizzò Tom, Ivan si girò
verso di lui e lo guardo con aria sorpresa "Stai forse cercando di
giustificare quel vecchio pazzo? Sai vero che non è normale la
situazione in cui ci troviamo...da come ne parli sembri quasi
divertito!" "Sto solo cercando di mantenere la calma e di non perdere la
testa come, a quanto pare, sta succedendo a te..." ironizzò Tom e Ivan,
per tutta risposta, gli mostrò il dito medio.
I tre si diressero
verso la sala radio, fortunatamente rimasta intatta dopo l'incidente
che, però, aveva causato danni alle apparecchiature, rendendo le radio
solo in grado di ricevere segnale.
Ivan accese il monolite che aveva
davanti a se, la stanza vibrò per un secondo, l'elettricità stava
tornando, la radio si accese e Ivan si sedette davanti ad essa"Datemi
due secondi...ecco...ci siamo...ascoltate qua...."
SAN DIEGO HARBOUR - Capitaneria di porto Banchina InGen - 25 maggio 1994 ore 03:43
La
radio del porto gracchiò "Qua imbarcazione Santa Esperanza, ripeto, qua
imbarcazione Santa Esperanza, chiediamo l'avvallo per attraccare presso
il vostro porto, l'uragano Clarissa ha distrutto il complesso, a fatica
siamo riusciti a raggiungere la costa, vi prego dateci il permesso!!!",
un operatore si diresse all'apparecchio e attivò l'emissione "Ricevuto
Santa Esperanza, avete il permesso di attraccare, vi manderemo soccorsi
immediati".
SAN DIEGO HARBOUR - Banchina InGen - 25 maggio 1994 ore 03:55
La
barca,che versava in condizioni pietose, riusci' a fatica ad attraccare
in porto, i superstiti scesero velocemente dall'imbarcazione e vennero
accolti dai soccorsi che li aspettavano pochi passi piu avanti.
Il
cielo era nero come la pece, e la pioggia scendeva come Dio comandava,
faceva freddo, nonostante il mese, e tutti i superstiti erano bagnati
fradici.
Un uomo sulla cinquantina ,brizzolato, fisico da Boxer in
pensione fu l'ultimo ad uscire dall'imbarcazione, si stava guardando
intorno, come se aspettasse qualcosa, il suo sguardo era serio, era
molto adirato per quanto successo, improvvisamente eccolo bloccarsi, il
suo sguardo ricadde su una limousine parcheggiata poche decine di metri
piu in là "Figli di puttana..." si diresse a passo svelto verso di essa.
Nell'avvicinarsi
alla limousine l'uomo si accorse che due uomini si apprestarono ad
uscire da essa, un uomo vestito completamente di nero con un auricolare
all'orecchio, sorreggeva l'ombrello all'altro uomo che non sembrava per
niente sorpeso di vedere il sopravvissuto.
"In che stato versa la struttura operativa di Sorna signor Thorne?" chiese l'uomo in tono pacato.
Lo
sguardo di Jack Thorne divenne iroso nel sentire quelle parole, avrebbe
voluto mettere le mani addosso al suo corrispondente, ma la presenza di
una guardia del corpo armata accanto ad esso, non gli lasciava grandi
prospettive.
"Mi stia bene a sentire signor Ludlow...se per caso non
lo ha ancora notato ci sono dei sopravvissuti pochi metri piu avanti,
bisognosi di cure, cibo, e chissà cos'altro...abbiamo passato e visto
l'inferno sulla terra, siamo vivi per miracolo, e lei l'unica cosa che
ha da dirci è -In che stato versa la struttura operativa di Sorna?- mi
faccia parlare con il signor Hammond...SUBITO!" sbraitò Thorne.
"Il
signor Hammond non è piu a capo della società adesso, quelle che erano
un tempo le sue competenze adesso sono le mie...da 3 ore a questa
parte...se vuole parlare al capo della InGen, adesso, non ha di che
preoccuparsi...sono qua..." Rispose Peter Ludlow, accennando un leggero
sorriso beffardo, in tono pseudo sarcastico.
"L'unico rimpianto che
ho è che voi abbiate aderito all'ordine di mio zio, di liberare gli
animali, avremo potuto ricavare una fortuna da quel posto ma al solito
la mente ambientalista di mio zio ha avuto il sopravvento e adesso non
ci ritroviamo in mano altro che un pugno di mosche...per quanto ne so
gli animali potrebbero essere tutti morti...", Thorne si stava
visibilmente spazientendo e stufo di ascoltare le parole di Ludlow, si
fece avanti, "Come può essere cosi insensibile verso la vita umana
signor Ludlow? Come capo complesso ho visto crescere l'intera struttura,
e con essa le persone che ci lavoravano, stasera ho perso numerosi
colleghi ed amici, sia per l'uragano sia perchè alcune di quelle
creature hanno ben pensato di cenare con loro, su questo posso metterle
una garanzia signor Ludlow...le creature sono vive e vegete...contento?
Ah e un ultima cosa, mentre ci allontanavamo con la barca abbiamo visto
un gruppo di persone che non ce l'hanno fatta a salire a bordo, quelle
persone adesso sono in pericolo di vita e le chiedo sentitamente di
MANDARE SOCCORSI prima che sia troppo tardi...", Ludlow si sistemò la
giacca "Altri superstiti ha detto? vuole dire altre seccature! sono gia
abbastanza costernato dal fatto che voi vi siate salvati...niente di
personale ma...il vostro silenzio ci costerà parecchio..." e si apprestò
a tirare fuori un libretto degli assegni "Quanto vuole signor Thorne?
finiamola qua...".
Indignato e schifato dal comportamento di Ludlow,
Thorne si voltò ed accennò ad andarsene, tuttavia rivolse ancora due
parole al nuovo capo della InGen "Lei ha figli signor Ludlow?" chiese,
"Si, 2 bellissime bambine signor Thorne.." rispose Ludlow,
"Ecco...sappia che io ho perso le MIE 3 bambine su quell'isola e i
vostri soldi non me le porteranno indietro..." detto questo Thorne si
allontanò, sotto la pioggia, diretto verso i soccorsi.
Ludlow ripose
il libretto degli assegni e mormorò, " 3 seccature in meno
allora...soldi risparmiati...andiamo Jason...ci aspetta una giornata di
duro lavoro...", detto questo i due rientrarono nella limousine che di
li a poco si apprestò a ripartire.
SAN DIEGO - Sala conferenze InGen - 25 maggio 1994 ore 17:43
Il
tempo non si apprestava a migliorare, la pioggia cadeva incessantemente
da quasi un giorno ormai, tuttavia nella sala conferenza ingen si era
al riparo e,complice un pò l'altezza di essa, posta al 23° piano di un
grosso palazzo, riuscivamo a godere di un ottima visuale di una San
Diego in preda all'uragano.
La tavola ovale al centro della stanza
era circondata da sedie, alle quali erano seduti tutti i principali
della InGen, ad un estremo di essa vi era il signor Ludlow, davanti a
lui, un proiettore.
"Bene signori, come ormai noto l'uragano Clarissa
ha recato gravi danni alla struttura operativa di Isla Sorna, gli
animali sono stati liberati e gran parte del personale è stato messo a
tacere, ora...il capo della struttura, il signor Jack Thorne, ci ha
informati che gli animali stanno apparentemente bene e che altre persone
sono sopravvissute all'uragano, ma non hanno fatto in tempo a lasciare
l'isola..." Ludlow si alzò dalla sua poltrona in pelle ed accese il
proiettore, le luci nella stanza si spensero, e sulla parete venne
proiettata una grande immagine di Sorna, dopo l'uragano "Adesso, non
badate alla scarsa qualità dell'immagine, i satelliti non hanno ancora
la visuale libera, ma la situazione mi sembra alquanto palese...", un
uomo, dal fondo del tavolo, alzò la mano "Mi dica signor Jennings.." gli
cedette la parola Ludlow, "Ecco vede signor Ludlow...lei ha detto che
ci sono altri superstiti...non sarebbe appropriato mandare soccorsi?
dopodichè possiamo permetterci di pensare in tutta tranquillità a come
fare con gli animali..." Ludlow si sistemò gli occhiali da vista e
poggiò delicatamente le mani sul tavolo, "Lei ha idea di quanto mi sia
costato il silenzio di 30 superstiti e il risarcimento per le vittime
dell'incidente signor Jennings?" "Troppo tardi signor Ludlow...ho gia
fatto mobilitare degli elicotteri per il prelievo...partiranno dal porto
di San Diego a momenti..." Lo sguardo di Ludlow divenne iroso "RAZZA DI
INCOMPETENTE!!!! Non lo capisci??? NON POSSIAMO PERMETTERCI DI
SALVARLI!! SIAMO SULL'ORLO DELLA BANCAROTTA E NON POSSIAMO PERMETTERCI
DI SPRECARE ALTRO DENARO!! I PROGETTI DI MIO ZIO ERANO FOLLI ED ADESSO
PAGHERA' CON GLI INTERESSI LE CONSEGUENZE DERIVATE!!!!! Se salvarci da
questa situazione finanziaria, significa commettere un omicidio, allora
sono disposto a farlo signor Jennings!!! SIGNORINA LAWREY!!!!!", la
segretaria entrò di corsa nella sala conferenze, "Si Signor Ludlow?" "Mi
metta in contatto con la capitaneria di porto di San Diego...alla
svelta!!! Quanto a lei signor Jennings...fuori di qua...è licenziato!!!"
ed indicò l'uscita a Jennings, "Lei è un pazzo signor Ludlow...un pazzo
assassino..." detto questo, Jennings usci'.
Ludlow inspirò
profondamente "Bada a come parli...io cerco solo di fare quel che piu è
giusto per i qua presenti, se non fosse per me a quest'ora sareste tutti
a casa...disoccupati!"
SAN DIEGO HARBOUR - Capitaneria di porto - 25 maggio 1994 ore 17:50
"Ricevuto...passo e chiudo" L'operatore riagganciò la radio e si diresse fuori dalla struttura, velocemente, sotto la pioggia.
"HEEEEEEEEEEEY!!! VOI!!!" corse verso il pilota dell'elicottero, che stava per salire a bordo.
Il
pilota, udite le urla, si voltò "Che succede???", l'operatore lo
raggiunse, era zuppo e affannato, "Ci è appena giunto l'ordine, di farvi
abbandonare la missione...non c'è piu niente laggiù...potete tornare
alla base...", il pilota fece una faccia stranita "Ricevuto..",
dopodichè montò sull'elicottero, si librò in aria, e fece ritorno al
campo base.
ISLA SORNA -Centro Comunicazioni- 4 giugno 1994 ore 21:15
"Qua
è Peter Ludlow che parla, parlo con la capitaneria di porto di San
Diego? annullate immediatamente l'operazione di prelievo dei superstiti a
Isla Sorna, essi sono in grave pericolo di vita e probabilmente sono
gia morti, per quanto mi riguarda non intendo assumermi alcuna
responsabilità addosso, quindi fate ritornare alla base gli elicotteri,
SUBITO. passo e chiudo" Ivan spense la radio.
"Peter Ludlow!!!!! Quel
bastardo!!" sbraitò Claude "Lo conosci? Io è la prima volta che lo
sento.." disse Ivan, "Si..è il nipote di Hammond, vice capo della
InGen...e a quanto pare adesso è lui che ha i comandi....bastardo...."
scosse ilc apo e diede un pugno alla parete, "beh...che ne pensate
gente?" disse Ivan in tono rattristato, "che cosa ne pensiamo?...che
siamo nella merda piu profonda...fantastico..." rispose Tom, con una
punta di sarcasmo.
"Pensi che dovremmo dirlo agli altri?" Disse Ivan,
"No...non adesso...non credo dovremmo nemmeno dirglielo...merda! che
situazione!!!!" rispose il francese.
Detto questo però si senti' un
forte rumore provenire dalla stanza accanto, come se un mobile fosse
cascato, un tonfo bello grosso, ne seguirono altri, qualcosa si era
introdotto nel centro.
"Che diavolo....?" si spaventò Ivan,
"Velociraptor....Tom...impugna il fucile...Ivan..tu resta
qua...nasconditi...oh gesu' questa giornata non poteva andare
meglio...."